La calma e la forza

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Ho inviato stasera un messaggio a tutti i colleghi del personale docente, tecnico e amministrativo dell’Università di Pisa. Il testo è qui sotto.

Care colleghe e cari colleghi, 

non vi scrivo per commentare la mozione approvata ieri dal Consiglio di Amministrazione della nostra Università.

Vi scrivo perché sono convinto, come candidato alla carica di Rettore, che sia mio dovere intervenire per dire quale sarà il primo  obiettivo che mi porrò una volta eletto: annullare questa mozione e ogni azione discriminatoria e punitiva nei confronti dei partecipanti all’astensione temporanea dalle procedure VQR.

Scrivo con la calma e la forza che derivano dalla consapevolezza che non esistono forme di protesta perfette. L’astensione dalla VQR è una protesta serena e civile, non crea disagio a studenti e colleghi di lavoro, non può creare danni economici se l’Università stessa e i Rettori dimostrano un minimo di compattezza.

I Rettori potrebbero difendere la ricerca italiana in modo molto più efficace chiedendo con fermezza alla Ministra Giannini – anche tramite gli organi di stampa – un rinvio dei termini della VQR, sulla base dell’evidenza che una valutazione della ricerca fatta con una protesta in corso sarebbe completamente falsata. Misurerebbe il livello della protesta, non la qualità della ricerca.

Sarebbe – quello sì – uno spreco di denaro pubblico.

Sarebbe – infine – una cosa fatta male tanto per farla, a danno dell’ANVUR, del Ministero, del Paese.

Buona serata

Giuseppe Iannaccone 

4 thoughts on “La calma e la forza”

  1. Caro Giuseppe,

    Intervengo in merito alla tua ultima mail e al tuo ultimo post intitolato “La calma e la forza”. Qui ti riferisci alla mozione del CdA del 2 marzo 2016, sostenendo che, se sarai eletto rettore, annullerai quella mozione. Non vedo tuttavia che cosa ci sia da annullare. La mozione stabilisce una sospensiva di operazioni onerose a favore della ricerca di Ateneo, le quali, peraltro, con l’eccezione dei fondi di Ateneo individuali, sono state istituite dallo stesso CdA molto di recente e non esistevano in precedenza, e questo grazie a una prudente politica di risanamento del bilancio che ha consentito di ricavare le necessarie risorse aggiuntive. La sospensiva è cautelare e dovuta, mi sembra, in attesa di valutare se e quanto sarà il danno che l’Ateneo dovrà fronteggiare se venissero a mancare le risorse della quota premiale dell’FFO legata alla VQR. Se si verificherà tutta la serie di eventi favorevoli che i sostenitori della protesta immaginano (ottenimento degli scatti stipendiali e dei relativi incrementi stipendiali, rinvio della VQR, inserimento dei prodotti da parte dei protestatari ecc.), tale sospensiva potrà essere rimossa dal presente governo o da quello che seguirà l’elezione del prossimo rettore. Se invece la VQR verrà chiusa, e il nostro Ateneo verrà fortemente penalizzato grazie a un’adesione molto più alta che altrove (e, diciamolo, proprio grazie al sostegno tuo e di altri candidati), questo o il futuro governo sarà obbligato a rinunciare a quegli investimenti, o in alternativa ad altri come nuovi posti e scorrimento di personale docente e amministrativo, costruzione di nuove aule e manutenzione di quelle esistenti ecc. Insomma, se la coperta sarà più stretta, ci sarà da tagliare qualcosa o finire tra le università con disavanzi paurosi di bilancio.
    Puoi spiegare agli elettori che cosa farai se per caso, dico per caso, ti troverai con decine di milioni in meno nel bilancio che dovrai gestire?
    Vengo alla seconda parte della tua promessa, perché oltre a dire che annullerai la sospensiva (cosa che forse non potrai fare), scrivi che annullerai “ogni azione discriminatoria e punitiva nei confronti dei partecipanti all’astensione temporanea dalle procedure VQR”. Non leggo nella mozione del CdA nessuna minaccia di discriminazione, ma forse mi sbaglio. Se ti riferisci a una eventuale distribuzione di risorse, ad esempio per la ricerca, in base al fatto di avere o meno boicottato la VQR, la sospensiva mira appunto a evitar qualunque decisione affrettata prima di conoscere l’entità del danno che la protesta ha recato al nostro Ateneo. Ma la mia domanda, in quanto collega che ha “orgogliosamente” (per riprendere il bell’avverbio usato da un mio collega di dipartimento) chiuso la propria VQR, è la seguente: se mancheranno risorse, è davvero giusto farne pagare le conseguenze a tutti in parti uguali? Perché io che ho agito responsabilmente dovrei avere meno fondi di chi mi ha boicottato? Togliere solo a questi ultimi sarebbe discriminazione o giustizia? Sono domande semplici, ma che attendono una risposta da parte di tanti colleghi, amministrativi e studenti orgogliosi di appartenere a questa Università e orgogliosi anche della loro dignità scientifica e professionale, ma che si sentono minacciati dalle scelte di colleghi che fanno del male prima di tutto a loro.
    Nelle forme tradizionali di sciopero – che i sostenitori della protesta hanno sempre scartato con la scusa pinocchiesca che danneggerebbero gli studenti (domando: una settimana di sciopero durante gli esami crea un danno maggiore agli studenti di quattro anni di futuri mancati finanziamenti?) – sono gli scioperanti a rimetterci di tasca propria, facendo il bene anche dei crumiri, se la protesta viene accolta. In questa surrealistica e per loro comoda protesta dei docenti, devono essere i crumiri a rimetterci per un danno (non recato al datore di lavoro, ma ai lavoratori stessi!) il cui peso i protestatari porterebbero solo in parte? Io penso che sarebbe saggio e giusto che pagassero loro interamente il peso della protesta. Tu propagandi questo come discriminazioni. Sptta a te spiegare agli elettori non aderenti alla protesta perché discriminerai loro, perché di questo si tratterà.
    Ultima osservazione: i rettori hanno già più volte e con forza richiesto una proroga e la ministra ne ha data una brevissima e irrisoria, segno che il governo difficilmente intende fermarsi. Non puoi arrivare tu, frescone (come direbbero i più giovani), e dire che se tu fossi il rettore faresti esattamente questo!
    Sono già stato troppo lungo. Avrei cose da dire anche sulle ragioni e soprattutto sull’opportunità politica della protesta in questo mondo grillino-leghista che ci vede come dei privilegiati e dei parassiti, e in un’Europa in cui molti statali hanno pagato le conseguenze della crisi molto più caro di noi, ma le rinvio a un’altra volta. Ti invito a leggere le pagine FB di molti nostri amministrativi, e scoprirai che la protesta è accolta con frasi del tipo “andate a vangare!”. Bel risultato per la nostra dignità di docenti!

    Un caro saluto

    Marco

  2. Caro Marco,

    grazie per i commenti, ti rispondo sui punti salienti:

    – Comincio correggendo le parole che tu mi attribuisci. Non ho detto che “annullerò la mozione”, ma che “il mio primo obiettivo sarà annullare la mozione”, nel senso che promuoverò e proporrò al CdA l’annullamento della mozione.

    – Bloccare tutte le spese senza dare una valutazione quantitativa del danno e delle riserve disponibili appare più una “serrata” minacciosa che una misura precauzionale (è stato addirittura bloccato il calcolo del rating di Ateneo, che di per sé non comporta distribuzione di risorse).

    – Il risultato della scorsa VQR ha pesato poco nella distribuzione dei fondi tra i vari settori dell’Ateneo. Perché secondo te il CdA vuole far pesare il risultato di questa VQR molto di più? È chiaro che si tratta di una minaccia.

    – I rettori hanno pubblicamente chiesto una proroga solo sulla base di ragioni tecniche, facendo finta che la protesta non esistesse (anche nella lettera della CRUI del 4 febbraio). Non ho mai visto pubblicamente chiedere il rinvio sulla base della protesta. Quello che propongo, se leggi in alto, è diverso.

  3. A proposito di VQR e responsabilità dei docenti.
    Gentile Prof. Iannaccone,
    vorrei esprimere la mia opinione in merito alla protesta di alcuni docenti, che chiamerò per brevità NO-VQR, e alle posizioni assunte da lei e da altri candidati rettori.
    1) Non è vero che l’astensione dalla VQR “non può creare danni economici”: infatti lei inserisce subito un “SE”, cioè “se l’Università stessa e i Rettori dimostrano un minimo di compattezza”. Chi ha seguito le vicende dell’Università in questi ultimi anni sa quanto poco i vari Ministri abbiano ascoltato sia la CRUI che il CUN, quindi la sua ipotesi su quello che i Rettori “potrebbero” fare è irrealistica.
    2) I danni economici ci saranno, per il nostro Ateneo in particolare. Le conseguenze della protesta NO-VQR saranno pagate da tutti, docenti e non docenti, in termini di fondi per la ricerca, assegnazione di nuovi posti di professore ordinario, associato e di ricercatore, nonché assunzione di personale tecnico-amministrativo (TA) e relativi scorrimenti di carriera.
    3) Glielo spiega lei al personale TA che la protesta NO-VQR, finalizzata ad ottenere aumenti di stipendio per i docenti, non è corporativa? E che non avrà ripercussioni sulle possibilità di avere anche dei piccoli aumenti di stipendio, che per una persona che guadagna 1.200-1.300 euro al mese sono comunque significativi?
    4) Relativamente al punto 3), ricordo che i docenti, e tra essi sicuramente anche molti NO-VQR, hanno uno stipendio almeno 3 volte maggiore di quello dei TA e altri privilegi: non debbono timbrare alcun cartellino per accertare la loro presenza sul luogo di lavoro, hanno obbligo per un monte ore annuale risibile e possono svolgere diverse attività retribuite (consulenze, seminari, attività conto terzi ed editoriali).
    5) Ogni azione di protesta implica che chi la fa si assuma delle responsabilità. Per esempio un operaio che sciopera sa che dovrà rinunciare allo stipendio corrispondente ai giorni di sciopero. Con la protesta NO-VQR invece i docenti non rischiano alcunché, anzi possibilmente causeranno danni al loro Ateneo e a tutti i loro colleghi.
    6) Se davvero come Ateneo riceveremo minori fondi della quota premiale, grazie alla protesta NO-VQR, i responsabili dovrebbero pagarne le conseguenze: è un minimo principio di giustizia. Non vorrei mai che il Rettore discriminasse tutti i docenti che responsabilmente hanno aderito al VQR, facendo ricadere anche su di loro le conseguenze delle azioni di altri.

    Cordiali saluti,
    Manuela Giovannetti
    Professore ordinario di Microbiologia Agraria, Dip. Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali
    Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutrafood – Nutraceutica e Alimentazione per la Salute

  4. Grazie per il commento.

    Mi sembrano le stesse osservazioni che sollevava il collega Marco Guidi in un commento precedente, a cui ho risposto in uno dei miei commenti più in alto in questo post.

    Per non ripetermi, vorrei sottolineare il fatto che la mia risposta è legata a una mozione del CdA che giudico sbagliata, nella forma e nella sostanza. Tagliare tutte le iniziative di spesa, senza far riferimento al taglio e alle riserve del bilancio, ha un significato intimidatorio.

    Mi fa piacere che a questo punto tutti i candidati rettori abbiano pubblicamente scritto che quella mozione è sbagliata.

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