Il fattore di moltiplicazione

Acumen Fund propone da più di 10 anni un modello di organizzazione filantropica organizzata come un fondo di investimento. Non fa donazioni, ma investe capitale paziente in iniziative imprenditoriali che abbiano un ritorno finanziario e sociale. Il ritorno finanziario è importante perché consente che l’iniziativa si autosostenga anche dopo l’intervento filantropico. Acumen reinveste tutto il ritorno finanziario in altre iniziative, moltiplicando l’effetto delle donazioni iniziali.

È il fattore di moltiplicazione che mi piace. Perché quasi sempre la produttività del lavoro e delle risorse nelle iniziative filantropiche è troppo bassa.

Le sedi di Acumen sono quasi solo in Nord America e Asia. In Europa solo Londra e Oslo. Stay tuned…

Livorno in un’Italia smart.

Nel pomeriggio di Venerdì 19 ottobre, alla Camera di Commercio di Livorno, si parla di Smart cities.  Tutte le città provano a misurarsi con il concetto di smart city. Che vuol dire esattamente? che comporta in pratica? A che serve? C’è molta incertezza sull’argomento, e molta diversità nelle varie interpretazioni. Ne avevo parlato in passato qui

Beh, è il momento di parlarne anche a Livorno. L’associazione IdeaLi e la Camera di Commercio di Livorno colgono l’iniziativa mettendo in campo un tris eccezionale di relatori per la visione generale:

Luigi Nicolais, ora presidente del CNR ed ex ministro per l’innovazione nella PA, Alfonso Fuggetta, AD del CEFRIEL-Polimi e commentatore su lavoce.info, Oscar Cicchetti, Direttore Strategies di Telecom Italia e membro del Consiglio Direttivo di Confindustria Digitale.

Ci sono poi due relatori che portano l’esperienza di Genova (Paolo Pissarello) e di Firenze (Giovanni Menduni). Anch’io dico la mia, giusto un attimo prima dell’aperitivo.

Il programma completo è qui sotto, mentre la locandina è qui. L’ingresso è libero.

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Programma Livorno in un’Italia smart

16.00 – REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
16.30 – APERTURA LAVORI E PRESENTAZIONE INCONTRO
Roberto Nardi – Presidente Camera di Commercio di Livorno
Gabriele Brugnoni – Associazione ideaLi

16.45 – LA VISIONE GENERALE
Coordina: Roberto Bernabò – Direttore de “Il Tirreno”

Luigi Nicolais – Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche
Smart city: Innovazione al servizio del cittadino

Alfonso Fuggetta – AD CEFRIEL, Politecnico di Milano
L’interoperabilità dei sistemi è la chiave per lo sviluppo delle smartcity

Oscar Cicchetti – Confndustria Digitale
Smart City: un’opportunità per il Sistema Paese

18.15 – ESPERIENZE DI CITTÀ SMART
Paolo Pissarello – Vice Presidente esecutivo di Genova Smart City
Il percorso Genova Smart City

Giovanni Menduni – Dir. Area Innovazione Comune di Firenze
Firenze dati aperti

18.45 – UN CONFRONTO DI IDEE per il TERRITORIO
Intervengono imprese, amministratori, e professionisti.
Coordina: Francesco Gazzetti – Granducato TV

19.30 – CONCLUSIONI
Giuseppe Iannaccone – Prof. Elettronica Uni Pisa – ideaLi
Le infrastrutture digitali e il vento perenne trasformano le città

20.00 – APERITIVO

TEDxPisa 2012 è finito!

Ce l’abbiamo fatta! Ho ancora forte il ricordo dei 10 bellissimi interventi di ieri e l’entusiasmo del pubblico, degli speaker, e di tutto il team che ha costruito la giornata di ieri. Devo anche dire che sono piaciuti molto i due talk da TED che abbiamo proiettato in sala. Due donne molto diverse le cui parole scuotono tutti noi. Eccoli qua sotto.

Sheryl Sandberg, COO di Facebook: Why we have too few women leaders

Sunitha Krishnan, cofounder Prajwala: The fight against sex slavery

I ricercatori, effetto e fattore di ricchezza

Opinione su uscita Il Tirreno del 28 settembre 2012, in versione leggermente ridotta.

L’investimento in ricerca è un pilastro delle società avanzate. Solo quando un Paese raggiunge un adeguato livello di benessere comincia a competere nello sviluppo di nuove tecnologie e nella gara internazionale per la creazione della conoscenza.

La ricerca è però non solo un effetto, ma anche una causa della ricchezza: a meno che un Paese non sia dotato di enormi risorse naturali, lo sviluppo economico si sostiene nel tempo con il flusso continuo di innovazioni come risultato diretto o indiretto della ricerca.

L’Italia non fa eccezione. È tra l’ottavo e il nono posto al mondo sia per la spesa complessiva in ricerca pubblica, sia per gli indici bibliometrici di impatto scientifico. È all’ottavo posto per la spesa delle industrie in ricerca, e circa al ventesimo per numero di brevetti europei e americani depositati. La piccola incongruenza indica solo che siamo indulgenti nel catalogare le attività di ricerca industriale.

Ma i ricercatori si formano solo in un Paese con un sistema educativo forte, e in cui la professione del ricercatore è ambita dai giovani brillanti.

L’equilibrio tra i fattori è importante. Se un paese decide di investire molto in ricerca, ma la professione del ricercatore non è sufficientemente ambita, dovrà importare scienziati. È storicamente il caso degli Stati Uniti, del Regno Unito, dei Paesi Scandinavi, della Svizzera. Se un paese investe poco, ma la professione del ricercatore è ambita e il sistema educativo adeguato, diventerà un esportatore netto di scienziati. È storicamente il caso di Russia, India, Iran.

La Commissione Europea ha colto l’importanza di questo equilibrio sei anni fa. Ha deciso di dedicare l’ultimo venerdì di settembre di ogni anno a una festa in contemporanea in tutta Europa, che faccia conoscere la professione del ricercatore al grande pubblico e celebri i ricercatori come persone normali alle prese con problemi appassionanti. La Notte dei Ricercatori sarà festeggiata oggi venerdì 28 settembre in più di 300 città europee, incluse le città universitarie della Toscana. Per i lettori interessati, la festa toscana è SHINE! e tutte le informazioni sono sul sito www.shine2012.eu.

Se la ricerca è per le società ricche, e la crisi economica e finanziaria ci fa sentire più poveri, perché ne parliamo?
Dobbiamo essere consapevoli che il nostro è sempre un Paese ricco: se vogliamo che rimanga tale dobbiamo investire in ricerca. D’accordo, dobbiamo farlo meglio, con attenzione al risultato, con gli incentivi giusti, attenti alle ricadute economiche, eliminando alcuni vizi. Ma dobbiamo farlo.

Anche perché abbiamo l’enorme vantaggio dell’altra componente essenziale dell’equilibrio: abbiamo un sistema educativo forte, e abbiamo una società che con riflesso naturale attribuisce prestigio alla figura del ricercatore e dello scienziato. È un patrimonio che manca ad altri, più o meno ricchi di noi, ed è da non disperdere.

Personalmente non sopporto più la retorica della fuga dei cervelli, ma è vero che l’Italia è un paese esportatore netto di ricercatori. Esportare un ricercatore vuol dire in realtà regalare il risultato di grande impegno e molte spese.

Ma il pericolo maggiore è che nel tempo il Paese raggiunga di nuovo l’equilibrio riducendo il numero di ricercatori che forma ogni anno, e quindi riducendo la capacità di innovazione e le occasioni di crescita economica.

Stasera festeggiamo con i ricercatori. Ricordiamoci che sono un effetto e un fattore della ricchezza del nostro paese. Passata la festa, cerchiamo di essere egoisti e lungimiranti: ricordiamo l’importanza di investire su scienza, tecnologia e cultura umanistica per la ricchezza del nostro Paese.

Due settimane a TEDxPisa!

Mancano esattamente due settimane a TEDxPisa.

Siamo entusiasti della qualità e della diversità degli speaker e dei temi!

Senza retorica e senza enfasi, si parlerà del coraggio di assumere l’iniziativa per innovare, costruire un’impresa, decidere di investire, contare su sé stessi, assumere responsabilità difficili, non seguire la folla, denunciare il potere.

Sono obiettivi molto diversi, accomunati dal fatto di richiedere a ciascuno di uscire dal proprio recinto sicuro e di accettare il rischio di sbagliare, fallire, perdere.

In un tempo di veloci cambiamenti come il nostro, i recinti veramente sicuri sono sempre più rari. Il coraggio diventa quindi una qualità necessaria, non una virtù eroica.

Per questo ne parliamo insieme, il 29 settembre a Pisa, al Teatro Verdi.

Ci metteremo un giorno intero, dalle 11 alle 17. Nel mezzo ascolteremo, guarderemo, rifletteremo, converseremo.

Tutti i dettagli qua: programmamodulo di registrazionerelatori.

Easy weekend: John Cleese on Creativity

Brilliant lecture on creativity by John Cleese of Monty Python fame (this is from 1991).

Even better, I also found the transcript. I know, John Cleese is as good as it gets, and it is also incredibly funny, but the lecture is too slow for me. I prefer to read. It used to be this way also when I was a student at the University: I skipped lectures as soon as I found a good and dense textbook.

Just for association of ideas, it comes to my mind a short gag of “The West Wing in mind”. I could not remember it exactly, so I just searched for the word “menu” in this site with the complete TWW scripts. Here it is: episode 11, series 7 (the video is below, at time 0:52):

The waitress walks up and hands them some menus.

C.J.
Hi. Thank you.

WAITRESS
Mmm-hm. Would you like to hear the specials?

DANNY
Please.

WAITRESS
Well, tonight we're featuring New Zealand lamb...

C.J.
Is this from a list?

WAITRESS
I'm sorry?

C.J.
The specials, are they written down somewhere?

WAITRESS
Um, yeah, they're right here.
C.J.
Just give us that. We'll read. We're readers.

WAITRESS
Whatever you want.

C.J.
It's just easier that way, then you don't have to, you know, perform

Web search is powerful and superfast. No excuse for not having enough information on the past, no matter if for fun or for serious business.

 

7 abitudini

Ho letto “The seven habits of highly effective people” di Stephen Covey almeno 5 volte. Un tempo mi ero anche fatto un riassunto per ripassarlo più velocemente. Non è il solito libro per migliorare se stessi. È denso e convincente. Ne ho comprate alcune copie nel tempo, per darle a chi mi pareva predisposto a cogliere il messaggio. Anche per le bambine avevo comprato un libro di 7 favole sulle 7 abitudini. Mi seccava solo il ridicolo titolo in italiano (“I 7 pilastri del successo”), che tralascia il sostantivo e l’aggettivo più importanti:

  1. Le abitudini (habits). Il carattere è l’insieme delle abitudini che abbiamo. Ok, più o meno lo diceva anche Aristotele nel secondo libro dell’Etica a Nicomaco (un po’ di Google fa fare dei figuroni!), ma non mi pare che sia un concetto acquisito, se mi guardo in giro.
  2. Efficaci (effective): Le 7 abitudini rendono efficaci, perché non è vero che “volere è potere”. Tutti noi, personalmente e collettivamente, ci comportiamo osservando leggi “naturali”, magari non deterministiche, un po’ fuzzy, ma sempre leggi.

Qualche hanno fa Covey scrisse anche “The 8th habit”, perché mancava qualcosa. La settimana scorsa Covey è morto, quindi ci fermeremo a 8. Mi ha lasciato la consapevolezza dell’importanza delle abitudini, dell’esistenza di leggi naturali, e della necessità di un lavoro continuo su se stessi. Ora che ci penso, mi serve un altro ripasso, perché ancora non ho imparato.

La statistica e le discriminazioni

Come al solito i numeri sui giornali non tornano mai. La sentenza sulla causa indetta dalla FIOM alla FIAT sulle discriminazioni a Pomigliano è su tutti i giornali di ieri (sole24ore qui, linkiesta qui).

In breve, di 4367 operai che lavoravano a Pomigliano al 1/1/2011, 382 erano iscritti alla FIOM (rimasti poi iscritti in 207). Ne sono stati riassunti dalla FIAT 1893, di cui nessuno iscritto alla FIOM. La probabilità che una cosa del genere succeda assumendo “a caso” è circa una su 10 milioni (1e-7), dice la sentenza sulla base della perizia del consulente di parte della FIOM. In realtà, i conti sono semplici semplici, e la probabilità è molto più bassa: Considerando una base di 362 iscritti FIOM (togliendone 20 che hanno revocato l’iscrizione e sono stati assunti), la probabilità è 2.21e-95. Considerando in modo più conservativo una base di 207 iscritti è invece 1.8e-53. Molti ordini di grandezza inferiore a 1e-7. Un errore del perito mi pare improbabile, è un calcolo da scuola superiore. Più probabile che il magistrato o i giornali non abbiano riportato bene gli aspetti quantitativi. Sarebbe interessante vedere la perizia.

Comunque, il giudice ordina alla FIAT di ripristinare la proporzione precedente di iscritti alla FIOM (8.75% = 382/4367) assumendo altri 140 iscritti alla FIOM.

È probabile che FIAT discriminasse contro gli iscritti FIOM? Certo che è probabile, giudicando da i numeri.

La statistica fornisce un ottimo indizio, ma è ragionevole usarla come base di una sentenza?

Qui veramente non sono d’accordo con me stesso. Da un lato sì, perché non c’è niente di assolutamente certo al mondo, e l’inferenza statistica è uno dei pochi mezzi per far emergere discriminazioni. Però è anche vero che il numero viene ottenuto perché si fanno alcune assunzioni semplificative e in qualche modo assiomatiche sulle proprietà dell’insieme considerato (nel caso specifico, che l’iscrizione ad un particolare sindacato e l’impiego in uno stabilimento e la qualità del lavoro siano aspetti del tutto incorrelati e indipendenti).

Non so se è la prima sentenza basata sulla statistica in Italia. Sono convinto che sia l’inizio di un diluvio di cause su discriminazioni di ogni tipo, con esiti imprevedibili.

È tutta colpa loro

Dall’editoriale di Mario Calabresi su La Stampa di oggi (9 giugno 2012)

Non possiamo pensare che il dramma del debito greco e spagnolo che si sta vivendo in queste ore, la reale paura di una rottura del sistema monetario, non ci riguardi più. Non possiamo dire che la colpa è americana, o greca, o spagnola, o tedesca o dei tecnici, e fare finta che il problema e la responsabilità dell’immenso debito italiano non siano nostri. Possiamo scaricare la colpa sui politici, sugli sprechi, sulle auto blu, sui carrozzoni pubblici, ma poi dovremmo sapere che la situazione è anche figlia di un sistema in cui la sanità come l’istruzione e i servizi ci sono stati garantiti con spese che andavano ben oltre le nostre possibilità. Siamo tutti sulla stessa barca, pensare di chiamarsi fuori, di stare a guardare, di esercitarsi nel tiro al bersaglio è un gioco rischioso e ingiusto.

D’accordo al 100%

Easy weekend: Results from the Heinlein Score game

Great success for the Heinlein Score post! 4000+ unique visitors to the site in 24 hours (about 40x my average), and 1739 questionnaires returned. Most of them from the US, due to my submission on Hacker News.

Anyway, these are the statistics:

  • Average score: 14.4 (I really have sub-average skills)
  • Modal score: 15
  • Standard deviation: 3.2

Regarding individual answers, you can find below the complete chart. As you can see: it is very hard to butcher a hog, but it is easy to cook a tasty meal!

p.s. These Google office tools rule!
p.p.s I will continue to gather statistics …