Innovare e sperimentare nella formazione

Miss Barabanov su Flickr
Credits: Miss Barabanov su Flickr.com
Dobbiamo accettare il fatto che la formazione superiore sia un settore ormai internazionalizzato e soggetto a spinte innovatrici di tipo tecnologico e sociale. Se da un lato conosciamo il valore di un’Università di tradizione, dall’altro dobbiamo ancora valutare la portata e l’efficacia della formazione online e mista (blended), della formazione in lingua inglese in un ateneo italiano, dei corsi di studio multi-sede o svolti fuori sede da nostri docenti.

Credo che lo spirito giusto sia sperimentare. I corsi di laurea e di laurea magistrale del nostro Ateneo sono più di 100. Possiamo permetterci sperimentazioni multiple e controllate, monitorando attentamente i risultati per investire di più in quello che funziona e disinvestire in quello che non funziona.

Per questo motivo ho proposto l’istituzione di un Centro di Ateneo per l’innovazione nella formazione. I metodi e i risultati della sperimentazione potranno così essere condivisi e verificati più facilmente, costruendo insieme sulle esperienze acquisite. Potremo usare il centro per attivare iniziative di formazione all’insegnamento (per i nuovi docenti), di scambio reciproco di esperienze e riflessione critica sulle pratiche didattiche (per i docenti con esperienza), cicli di lezioni su tecniche di insegnamento, di mentoring e sulle teorie dell’apprendimento, seminari e laboratori di innovazione nella didattica (di metodo e tecnologiche).

Nell’ambito del centro potremmo formare gruppi di lavoro formati da docenti e tecnici per realizzare corsi o moduli di corsi online, per esempio partendo dai corsi propedeutici all’iscrizione a uno dei nostri corsi di laurea triennale o magistrale, oppure per i corsi di studio realizzati in collaborazione con altri atenei, per i quali alcuni frequentatori potrebbero essere in altre sedi. Oppure ancora per corsi offerti anche a studenti che per motivi di salute o per altri motivi non sono in grado di frequentare, fruibili anche da parte di studenti di altri atenei, sulla base di accordi specifici.

Discuteremo insieme sulla collocazione più opportuna del centro. Potrebbe affiancarsi al CAFRE, il Centro interdipartimentale d’Ateneo per la Formazione e la Ricerca in Educazione, o allargarne il perimetro delle attività.

L’esigenza di innovazione nella formazione è forte, anche in Italia. Per esempio, il progetto Prodid dell’Università di Padova nasce in questo spirito ed è propedeutico alla istituzione di un Teaching and Learning Center. In altre grandi università del mondo, pubbliche e private, esistono da tempo centri di questo tipo. Alcuni esempi, per chi è curioso e vuole approfondire:

Ciascuno di noi docenti ogni tanto sperimenta tecniche di insegnamento differenti. Abbiamo tutti cominciato emulando quelli che tra i nostri professori ci erano sembrati più efficaci quando eravamo studenti, e procedendo per tentativi ed errori. Poi abbiamo preso spunto e imitato dai colleghi che “osavano” di più (io per esempio ho preso molto spunto dai mitici colleghi Stefano Giordano e Massimo Gobbino).

È arrivato il momento però di gestire l’innovazione nella formazione in modo istituzionale, dedicando attenzione e concentrando le risorse. Farne una direttrice principale della politica della formazione dell’Università di Pisa.

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